La stampa block print non è una tecnica decorativa. È un processo. Lento, manuale, pieno di passaggi che non si vedono quando il tessuto è finito. Ed è proprio lì che sta la differenza.
Si parte sempre da un disegno
Prima ancora del tessuto, c’è un motivo disegnato a mano. Non nasce pensando a una perfezione matematica, ma a una ripetizione che possa essere rifatta decine, centinaia di volte, una alla volta. Quel disegno viene poi trasferito su un blocco di legno, che viene inciso a mano. Non inciso “a macchina”: scavato, pazientemente, con scalpelli e anni di esperienza. Se il disegno ha più colori, non esiste un solo blocco. Ne servono diversi. Uno per ogni colore.
Il blocco non stampa: lascia un’impronta
Il blocco di legno viene immerso nel colore e poi appoggiato sul tessuto. A mano. Con una pressione che deve essere sempre la stessa, ma non lo sarà mai davvero. Chi stampa deve: dosare il colore allineare il disegno ricordare esattamente dove ha già stampato ripetere il gesto decine di volte Ogni passaggio è manuale. Ogni gesto può cambiare leggermente il risultato.
Un colore alla volta
Nei tessuti block print non esiste “una passata sola”. Ogni colore viene stampato separatamente. Si stampa. Si lascia asciugare. Si ricomincia con il blocco successivo. Questo significa che: il tempo è una variabile reale l’allineamento non è mai perfetto due metri di tessuto non saranno mai identici Ed è normale così.
Le irregolarità non sono errori
Una stampa leggermente più intensa. Un motivo appena fuori asse. Un colore che cambia di tono. Nel block print non sono difetti. Sono la conseguenza naturale di un processo fatto a mano, dove l’essere umano è parte del risultato finale. Ed è anche il motivo per cui questo tipo di tessuto non può essere replicato all’infinito nello stesso identico modo.
Dopo la stampa
Una volta terminata la stampa, il tessuto viene lasciato asciugare e poi lavato per fissare il colore e rimuovere gli eccessi. Solo dopo questo passaggio il tessuto è pronto per essere utilizzato. Quello che arriva a diventare un capo ha già attraversato: mani diverse tempi lunghi decisioni prese sul momento
Perché ho scelto il block print
Perché racconta il processo, non lo nasconde. Perché non promette uniformità assoluta. Perché accetta il limite come parte del risultato. E perché, per una prima capsule, mi sembrava il modo più onesto di iniziare: con un tessuto che non finge di essere perfetto, ma che porta con sé il modo in cui è stato fatto.
